Recensioni

Difficile pensare che l’autore sia un esordiente, tanto è vasto, diversificato e ben disposto il materiale di cui si avvale. Dalla trama ai personaggi, dagli ambienti ai vari episodi in cui si innerva la storia. Qualche ingenuità sembra più che altro voluta, come per dissimulare le proprie capacità. Complimenti! Ritmo, fluidità e anche suspense consentono di superare velocemente le poche flessioni d’interesse. E anche i momenti che potrebbero sembrare dispersivi si dimostrano alla fine del tutto aderenti alle finalità del discorso.

Lettore per Ioscrittore 2013

Originale la vicenda e pretenzioso il dilemma (la matematica salva la vita perché la ordina in modo sistematico e organizzato?), ma l’autore riesce a governare la materia del racconto dipanando gli opposti. Rob, fantasioso, audace ma anche ingenuo, alla fine riesce a colmare gli inevitabili vuoti del sicuro professore. Il messaggio sta forse nel fatto che gli estremi si attraggono e, allo stesso tempo, si armonizzano insieme, in un cammino non privo di difficoltà.

Lettore per Ioscrittore 2013

Il testo appare, già dai primi capitoli, ben costruito. Risulta singolare l’idea base intorno alla quale si svolge il romanzo: perseguire e raggiungere la felicità con l’ausilio di formule matematiche. La trama è intrigante e cattura da subito l’attenzione del lettore. Buona la caratterizzazione dei personaggi, in particolare del protagonista. I dialoghi sono curati e racchiudono spesso una punta d’ironia che agevola la lettura. I riferimenti matematici e musicali sono introdotti in modo equilibrato e arricchiscono il testo senza appesantirlo. La prosa è scorrevole e, nel complesso, la lettura risulta piacevole.

Lettore per Ioscrittore 2013

Ecco, bravo! Il tempo, la narrazione, l’aspettativa: tutto ben calibrato. Un po’ ambiguo il professore, forse anche troppo secco ed imperioso.

Lettore per Ioscrittore 2013

È pieno di spunti interessanti. Dotato di buona inventiva, l’autore ci conduce in questo intreccio matematico-filosofico con sapienza. Di piacevolissima lettura, la storia si dipana in modo originale, invitandoci a riflettere e ad infilarci nell’avventura della vita.

Lettore per Ioscrittore 2013

Ricercato e raffinato, scorrevole e intrigante: questi i punti di forza di un romanzo che appare fin troppo fantasioso, cosa che però diventa irrilevante ed in secondo piano.

Lettore per Ioscrittore 2013

In matematica ero una vera “bestia”, ma trovo questo romanzo molto interessante. Ben congegnato. Personaggi forti. Promosso!

Lettore per Ioscrittore 2013

L’idea è incredibilmente originale, anche se il genio della lampada è una storia che si perde nella notte dei tempi. Però questo Genio della lampada, Filangieri, è molto “italico” nel momento in cui chiede una percentuale per esaudire i tre desideri. Anche il tema della matematica che è filosofia è già sentito, però nel libro questo non si avverte. È scanzonato, irriverente, diretto. Anche se a volte pecca d’ingenuità in alcuni passaggi, mi è piaciuto.

Lettore per Ioscrittore 2013

Un’opera molto interessante. Ho letto con molto coinvolgimento e curiosità. Un inchino alla fantasia dell’autore!

Lettore per Ioscrittore 2013

Originale la trama. C’è suspense. Scritto alla grande!

Lettore per Ioscrittore 2013

Mi è piaciuto! E non sono una onnivora a cui piace tutto, anzi! Intanto, è scritto davvero molto bene. E mi ha fatto anche scoprire termini che non conoscevo. La scrittura è fluida, scorrevole. Titolo e copertina, azzeccatissimi. Dopo le prime dieci-venti pagine, che mi avevano molto incuriosita, ho accusato un momento di stanca: non riuscivo a non pensare a Che la festa cominci di Ammaniti, e non solo per la stessa ambientazione romana. Ho ricominciato ad emozionarmi quando Rob va in banca. A proposito, queste pagine e quelle di quando lui rientra in casa sono molto belle, l’ultima in particolare. Poi ero curiosa perché diventa quasi un giallo, una partita a scacchi, e tu vuoi vedere come finisce. Io ero convinta che “c’entrasse” un personaggio ma, da (incostante) lettrice di gialli, sapevo che non poteva essere così. Però non mi sarei aspettata questa fine. È stata una bella sorpresa.

Raffaella Giordano

Mi è piaciuto molto, soprattutto nel finale in cui, per certi versi, mi ritrovo implicato emotivamente. I miei complimenti: ottima scrittura, ottima dialettica e ottimo tema, sviluppato nel modo migliore! Per di più è accattivante, coinvolgente e abbraccia argomenti interessanti: sono un ingegnere informatico, e d’informatica e matematica in questo libro c’è parecchio; suono, quindi ogni volta che si parla di musica si accende in me una lampadina; seguo il calcio (partecipo d’inverno a qualche torneo tra amici); e ultimo, ma non per importanza, impazzisco per le donne (non saprei farne a meno). Così ho letto con “occhio critico” sia dal punto di vista tecnico (matematico/musicale) sia dal punto di vista emozionale, immaginando Rob, Delia, Germano, la sala d’incisione, la casa svaligiata… È un romanzo che cattura l’attenzione del lettore. E spero che abbia fortuna: merita molto.

Claudio Sichili

La matematica felicità è senza dubbio il miglior romanzo che ho letto nell’ultimo anno. La trama e la descrizione dei personaggi costituiscono di per sé un ottimo lasciapassare per ottenere un positivo riscontro da parte del lettore; ma ciò che fornisce un valore aggiunto, essenziale e degno di menzione è lo stile narrativo, specie la cura dei dialoghi inseriti nel testo (assolutamente realistici) e la padronanza linguistica dell’autore. Un elemento di sicuro pregio quello dell’ottima prosa, che però potrebbe rendere il romanzo ostico ai cultori della lettura “da strada”, ossia secondo i canoni del linguaggio parlato e usato comunemente nella vita di tutti i giorni. Non per questo ritengo che avrebbe dovuto essere cambiata una virgola dello stile narrativo.

Giuliano Roversi

È un bel gioco di rimandi, in cui tutto va e torna come spesso (sempre?) avviene nella vita. E allora, con un conio di matematica precisione, il presente e il passato diventano le facce di una stessa moneta.

Linda Castaldo

Parto con una premessa: l’ho iniziato ieri mattina e ho terminato di leggere l’ultima pagina oggi alle 17,30! Incredibile, vero? Sicuramente ci si chiederà se ho impiegato così poco tempo perché magari ho fatto un po’ di “zapping”, saltando alcune parti come mi è capitato di fare con alcuni romanzi troppo noiosi. E invece no! Non ho saltato nemmeno una virgola. Ogni qualvolta io leggo un romanzo, mi estraneo completamente dal mondo solo se la trama mi cattura realmente. E con questo romanzo è successo.
Devo ammettere che, all’inizio, ero un po’ prevenuta. Dal titolo, pensavo che fosse un testo argomentativo, incentrato sulla matematica. Non avrei mai potuto pensare a un tale capolavoro! Già dal prologo, ho iniziato a ricredermi: ho capito che qualcosa di interessante e avvincente c’era. E, dal 5° capitolo, sono diventata parte integrante della storia, grazie al coinvolgimento spettacolare delle pagine.
Nel 10° capitolo si afferma, su per giù, che i brani musicali degli ultimi anni stancano dopo poco tempo, così non vengono più ascoltati e passano di moda. Sono pienamente d’accordo. Mi ha colpito anche l’affermazione del 25° capitolo, secondo cui non esiste compagno più affidabile, disponibile ed emozionante di un libro: un libro equivale per me al pacchetto di sigarette senza le quali un fumatore si sente perso!
Starei ancora ore e ore a scrivere e commentare, ma è giusto che mi avvii verso la conclusione citando solo l’ultimo capitolo, quando si dice più o meno che il dolore permette di allenarsi per affrontare le esperienze successive. Mi ha molto affascinato questo modo di scrivere, che affianca “lezioni morali” e “perle di saggezza” a esperienze e circostanze che spiegano meglio il messaggio lanciato.
Io ho sempre avuto il vizio d’iniziare un libro leggendo l’ultima frase dell’ultima pagina. Anche questa volta l’ho fatto, e l’ultima frase mi ha subito affascinato; ma solo adesso, dopo aver terminato la lettura del romanzo, ne ho compreso appieno il significato.

Simona Gullo

Inizi a leggere e pensi: è fresco, divertente, scanzonato. Continui e apprezzi i personaggi caratterizzati bene e che soprattutto funzionano bene, le descrizioni ricche di dettagli, il buon equilibrio fra dialoghi e parte narrata, il “giallo” che s’intuisce sullo sfondo. Ti poni delle domande: il professore ha realmente scelto Rob perché s’incastra nelle proprie tabelle statistiche? Ed è davvero un “genio della lampada” che usa la matematica, oppure in lui si nasconde qualcos’altro? Ma, soprattutto, dov’è la variabile impazzita che farà saltare l’algoritmo? Le mie curiosità e aspettative di lettore/scrittore sono via via cresciute in questo senso, per essere soddisfatte solo nel finale che, ovviamente, non svelerò. Malgrado qualche termine quantomeno inconsueto, è un romanzo che si legge molto bene. E che ripropone in modo nuovo un tema antico e sempre presente: la lotta fra cuore e ragione.

Vittorio De Grassi

È il romanzo che non vorresti mai smettere di leggere. Con la trama e lo stile, l’autore riesce a immergerti pienamente in un’incalzante storia che è talmente insolita da apparire vera (“solo quello che è reale sa essere tanto assurdo” dice il protagonista, guarda caso, in uno degli ultimi capitoli). Non sono una fan della narrativa letteraria contemporanea made in Italy (troppi romanzi banali e tristi, infiocchettati d’intellettualismo; troppi romanzi banali e leggeri, infiocchettati di giovanilismo), ma questo libro è andato oltre ogni mia aspettativa per le diverse chiavi di lettura che offre, per quanto sia poco ossequioso nei confronti delle tendenze comuni, per come rifugga da intenti moralistici. Che l’autore non abbia del tutto origini italiane?

Elena Torre

Davvero geniale l’idea della matematica impiegata per aiutare le persone a realizzare i sogni! L’intuizione è poi sviluppata bene, mescolando di continuo i ruoli classici della razionalità e della fantasia, e adattandosi a una trama che non risparmia sorprese fino al colpo di scena finale. Il protagonista del romanzo, per via delle difficoltà che fronteggia, compie un percorso di crescita che lo rende via via più profondo e simpatico. Ma ancora più interessante è l’antagonista perché in questo libro, agli occhi di chi sfoglia, è sempre un personaggio diverso fino all’ultimo. Lettura appagante in tutti i sensi.

Aldo Nicotra

Attratta da titolo e copertina, ho acquistato questo libro per metterlo a turno fra quelli da leggere, ma ho commesso l’errore di buttare un occhio alle prime righe e... non mi è stato più possibile sfogliare altro. La trama è di quelle che ti prendono e non ti mollano; lo stile è fresco e mi ha fatto pensare che l’autore potrebbe presto essere, per la narrativa, quello che Lucio Battisti è stato per la musica; le frasi memorabili abbondano e io, che sui libri amo segnare tutto ciò che mi tocca nel profondo, non ricordo di possedere altri volumi con un così alto numero di righe evidenziate in giallo. Questo romanzo è assolutamente non adatto a chi ha altri impegni da onorare!

Roberta Forti

Ho appena finito di leggere il libro e non posso non fare i più sinceri complimenti al suo autore! Definirei questo romanzo… illuminante. O meglio, “fantasmagorico”.

Andrea Cerca

Se come me amate la lettura, date una chance a questo romanzo di uno scrittore emergente! La scrittura è fluida e il libro scorre in modo molto piacevole e intrigante. Non lo definirei solo un thriller, ma qualcosa di più. Ha tutta la freschezza di un romanzo d’esordio, ma non sembra scritto da un esordiente. Lo consiglio vivamente a tutti i divoratori di libri come me. Non ve ne pentirete.

Lidia De Lisi

Romanzo dal titolo vincente, con ottimi spunti e colpi di scena inaspettati e soddisfacenti. Bella l’idea di affrontare la vita in chiave matematica, metafora dell’esistenza e strumento per comprenderla. Interessante anche il collegamento tra la logica matematica e l’irrazionale felicità. Se poi il tutto è originale, mi è difficile dirlo: chi sa stabilire cosa è originale? Ma devo ammettere che l’intuizione dell’autore e come lui l’ha sviluppata mi hanno preso alle spalle, proprio come nel libro il professor Filangieri coglie all’improvviso Rob Italiano.

Giancarlo Gatti

Recensioni

Difficile pensare che l’autore sia un esordiente, tanto è vasto, diversificato e ben disposto il materiale di cui si avvale. Dalla trama ai personaggi, dagli ambienti ai vari episodi in cui si innerva la storia. Qualche ingenuità sembra più che altro voluta, come per dissimulare le proprie capacità. Complimenti! Ritmo, fluidità e anche suspense consentono di superare velocemente le poche flessioni d’interesse. E anche i momenti che potrebbero sembrare dispersivi si dimostrano alla fine del tutto aderenti alle finalità del discorso.

Lettore per Ioscrittore 2013

Originale la vicenda e pretenzioso il dilemma (la matematica salva la vita perché la ordina in modo sistematico e organizzato?), ma l’autore riesce a governare la materia del racconto dipanando gli opposti. Rob, fantasioso, audace ma anche ingenuo, alla fine riesce a colmare gli inevitabili vuoti del sicuro professore. Il messaggio sta forse nel fatto che gli estremi si attraggono e, allo stesso tempo, si armonizzano insieme, in un cammino non privo di difficoltà.

Lettore per Ioscrittore 2013

Il testo appare, già dai primi capitoli, ben costruito. Risulta singolare l’idea base intorno alla quale si svolge il romanzo: perseguire e raggiungere la felicità con l’ausilio di formule matematiche. La trama è intrigante e cattura da subito l’attenzione del lettore. Buona la caratterizzazione dei personaggi, in particolare del protagonista. I dialoghi sono curati e racchiudono spesso una punta d’ironia che agevola la lettura. I riferimenti matematici e musicali sono introdotti in modo equilibrato e arricchiscono il testo senza appesantirlo. La prosa è scorrevole e, nel complesso, la lettura risulta piacevole.

Lettore per Ioscrittore 2013

Ecco, bravo! Il tempo, la narrazione, l’aspettativa: tutto ben calibrato. Un po’ ambiguo il professore, forse anche troppo secco ed imperioso.

Lettore per Ioscrittore 2013

È pieno di spunti interessanti. Dotato di buona inventiva, l’autore ci conduce in questo intreccio matematico-filosofico con sapienza. Di piacevolissima lettura, la storia si dipana in modo originale, invitandoci a riflettere e ad infilarci nell’avventura della vita.

Lettore per Ioscrittore 2013

Ricercato e raffinato, scorrevole e intrigante: questi i punti di forza di un romanzo che appare fin troppo fantasioso, cosa che però diventa irrilevante ed in secondo piano.

Lettore per Ioscrittore 2013

In matematica ero una vera “bestia”, ma trovo questo romanzo molto interessante. Ben congegnato. Personaggi forti. Promosso!

Lettore per Ioscrittore 2013

L’idea è incredibilmente originale, anche se il genio della lampada è una storia che si perde nella notte dei tempi. Però questo Genio della lampada, Filangieri, è molto “italico” nel momento in cui chiede una percentuale per esaudire i tre desideri. Anche il tema della matematica che è filosofia è già sentito, però nel libro questo non si avverte. È scanzonato, irriverente, diretto. Anche se a volte pecca d’ingenuità in alcuni passaggi, mi è piaciuto.

Lettore per Ioscrittore 2013

Un’opera molto interessante. Ho letto con molto coinvolgimento e curiosità. Un inchino alla fantasia dell’autore!

Lettore per Ioscrittore 2013

Originale la trama. C’è suspense. Scritto alla grande!

Lettore per Ioscrittore 2013

Mi è piaciuto! E non sono una onnivora a cui piace tutto, anzi! Intanto, è scritto davvero molto bene. E mi ha fatto anche scoprire termini che non conoscevo. La scrittura è fluida, scorrevole. Titolo e copertina, azzeccatissimi. Dopo le prime dieci-venti pagine, che mi avevano molto incuriosita, ho accusato un momento di stanca: non riuscivo a non pensare a Che la festa cominci di Ammaniti, e non solo per la stessa ambientazione romana. Ho ricominciato ad emozionarmi quando Rob va in banca. A proposito, queste pagine e quelle di quando lui rientra in casa sono molto belle, l’ultima in particolare. Poi ero curiosa perché diventa quasi un giallo, una partita a scacchi, e tu vuoi vedere come finisce. Io ero convinta che “c’entrasse” un personaggio ma, da (incostante) lettrice di gialli, sapevo che non poteva essere così. Però non mi sarei aspettata questa fine. È stata una bella sorpresa.

Raffaella Giordano

Mi è piaciuto molto, soprattutto nel finale in cui, per certi versi, mi ritrovo implicato emotivamente. I miei complimenti: ottima scrittura, ottima dialettica e ottimo tema, sviluppato nel modo migliore! Per di più è accattivante, coinvolgente e abbraccia argomenti interessanti: sono un ingegnere informatico, e d’informatica e matematica in questo libro c’è parecchio; suono, quindi ogni volta che si parla di musica si accende in me una lampadina; seguo il calcio (partecipo d’inverno a qualche torneo tra amici); e ultimo, ma non per importanza, impazzisco per le donne (non saprei farne a meno). Così ho letto con “occhio critico” sia dal punto di vista tecnico (matematico/musicale) sia dal punto di vista emozionale, immaginando Rob, Delia, Germano, la sala d’incisione, la casa svaligiata… È un romanzo che cattura l’attenzione del lettore. E spero che abbia fortuna: merita molto.

Claudio Sichili

La matematica felicità è senza dubbio il miglior romanzo che ho letto nell’ultimo anno. La trama e la descrizione dei personaggi costituiscono di per sé un ottimo lasciapassare per ottenere un positivo riscontro da parte del lettore; ma ciò che fornisce un valore aggiunto, essenziale e degno di menzione è lo stile narrativo, specie la cura dei dialoghi inseriti nel testo (assolutamente realistici) e la padronanza linguistica dell’autore. Un elemento di sicuro pregio quello dell’ottima prosa, che però potrebbe rendere il romanzo ostico ai cultori della lettura “da strada”, ossia secondo i canoni del linguaggio parlato e usato comunemente nella vita di tutti i giorni. Non per questo ritengo che avrebbe dovuto essere cambiata una virgola dello stile narrativo.

Giuliano Roversi

È un bel gioco di rimandi, in cui tutto va e torna come spesso (sempre?) avviene nella vita. E allora, con un conio di matematica precisione, il presente e il passato diventano le facce di una stessa moneta.

Linda Castaldo

Parto con una premessa: l’ho iniziato ieri mattina e ho terminato di leggere l’ultima pagina oggi alle 17,30! Incredibile, vero? Sicuramente ci si chiederà se ho impiegato così poco tempo perché magari ho fatto un po’ di “zapping”, saltando alcune parti come mi è capitato di fare con alcuni romanzi troppo noiosi. E invece no! Non ho saltato nemmeno una virgola. Ogni qualvolta io leggo un romanzo, mi estraneo completamente dal mondo solo se la trama mi cattura realmente. E con questo romanzo è successo.
Devo ammettere che, all’inizio, ero un po’ prevenuta. Dal titolo, pensavo che fosse un testo argomentativo, incentrato sulla matematica. Non avrei mai potuto pensare a un tale capolavoro! Già dal prologo, ho iniziato a ricredermi: ho capito che qualcosa di interessante e avvincente c’era. E, dal 5° capitolo, sono diventata parte integrante della storia, grazie al coinvolgimento spettacolare delle pagine.
Nel 10° capitolo si afferma, su per giù, che i brani musicali degli ultimi anni stancano dopo poco tempo, così non vengono più ascoltati e passano di moda. Sono pienamente d’accordo. Mi ha colpito anche l’affermazione del 25° capitolo, secondo cui non esiste compagno più affidabile, disponibile ed emozionante di un libro: un libro equivale per me al pacchetto di sigarette senza le quali un fumatore si sente perso!
Starei ancora ore e ore a scrivere e commentare, ma è giusto che mi avvii verso la conclusione citando solo l’ultimo capitolo, quando si dice più o meno che il dolore permette di allenarsi per affrontare le esperienze successive. Mi ha molto affascinato questo modo di scrivere, che affianca “lezioni morali” e “perle di saggezza” a esperienze e circostanze che spiegano meglio il messaggio lanciato.
Io ho sempre avuto il vizio d’iniziare un libro leggendo l’ultima frase dell’ultima pagina. Anche questa volta l’ho fatto, e l’ultima frase mi ha subito affascinato; ma solo adesso, dopo aver terminato la lettura del romanzo, ne ho compreso appieno il significato.

Simona Gullo

Inizi a leggere e pensi: è fresco, divertente, scanzonato. Continui e apprezzi i personaggi caratterizzati bene e che soprattutto funzionano bene, le descrizioni ricche di dettagli, il buon equilibrio fra dialoghi e parte narrata, il “giallo” che s’intuisce sullo sfondo. Ti poni delle domande: il professore ha realmente scelto Rob perché s’incastra nelle proprie tabelle statistiche? Ed è davvero un “genio della lampada” che usa la matematica, oppure in lui si nasconde qualcos’altro? Ma, soprattutto, dov’è la variabile impazzita che farà saltare l’algoritmo? Le mie curiosità e aspettative di lettore/scrittore sono via via cresciute in questo senso, per essere soddisfatte solo nel finale che, ovviamente, non svelerò. Malgrado qualche termine quantomeno inconsueto, è un romanzo che si legge molto bene. E che ripropone in modo nuovo un tema antico e sempre presente: la lotta fra cuore e ragione.

Vittorio De Grassi

È il romanzo che non vorresti mai smettere di leggere. Con la trama e lo stile, l’autore riesce a immergerti pienamente in un’incalzante storia che è talmente insolita da apparire vera (“solo quello che è reale sa essere tanto assurdo” dice il protagonista, guarda caso, in uno degli ultimi capitoli). Non sono una fan della narrativa letteraria contemporanea made in Italy (troppi romanzi banali e tristi, infiocchettati d’intellettualismo; troppi romanzi banali e leggeri, infiocchettati di giovanilismo), ma questo libro è andato oltre ogni mia aspettativa per le diverse chiavi di lettura che offre, per quanto sia poco ossequioso nei confronti delle tendenze comuni, per come rifugga da intenti moralistici. Che l’autore non abbia del tutto origini italiane?

Elena Torre

Davvero geniale l’idea della matematica impiegata per aiutare le persone a realizzare i sogni! L’intuizione è poi sviluppata bene, mescolando di continuo i ruoli classici della razionalità e della fantasia, e adattandosi a una trama che non risparmia sorprese fino al colpo di scena finale. Il protagonista del romanzo, per via delle difficoltà che fronteggia, compie un percorso di crescita che lo rende via via più profondo e simpatico. Ma ancora più interessante è l’antagonista perché in questo libro, agli occhi di chi sfoglia, è sempre un personaggio diverso fino all’ultimo. Lettura appagante in tutti i sensi.

Aldo Nicotra

Attratta da titolo e copertina, ho acquistato questo libro per metterlo a turno fra quelli da leggere, ma ho commesso l’errore di buttare un occhio alle prime righe e... non mi è stato più possibile sfogliare altro. La trama è di quelle che ti prendono e non ti mollano; lo stile è fresco e mi ha fatto pensare che l’autore potrebbe presto essere, per la narrativa, quello che Lucio Battisti è stato per la musica; le frasi memorabili abbondano e io, che sui libri amo segnare tutto ciò che mi tocca nel profondo, non ricordo di possedere altri volumi con un così alto numero di righe evidenziate in giallo. Questo romanzo è assolutamente non adatto a chi ha altri impegni da onorare!

Roberta Forti

Ho appena finito di leggere il libro e non posso non fare i più sinceri complimenti al suo autore! Definirei questo romanzo… illuminante. O meglio, “fantasmagorico”.

Andrea Cerca

Se come me amate la lettura, date una chance a questo romanzo di uno scrittore emergente! La scrittura è fluida e il libro scorre in modo molto piacevole e intrigante. Non lo definirei solo un thriller, ma qualcosa di più. Ha tutta la freschezza di un romanzo d’esordio, ma non sembra scritto da un esordiente. Lo consiglio vivamente a tutti i divoratori di libri come me. Non ve ne pentirete.

Lidia De Lisi

Romanzo dal titolo vincente, con ottimi spunti e colpi di scena inaspettati e soddisfacenti. Bella l’idea di affrontare la vita in chiave matematica, metafora dell’esistenza e strumento per comprenderla. Interessante anche il collegamento tra la logica matematica e l’irrazionale felicità. Se poi il tutto è originale, mi è difficile dirlo: chi sa stabilire cosa è originale? Ma devo ammettere che l’intuizione dell’autore e come lui l’ha sviluppata mi hanno preso alle spalle, proprio come nel libro il professor Filangieri coglie all’improvviso Rob Italiano.

Giancarlo Gatti